La Sede

dell'Archivio occupa uno dei bracci del complesso monumentale dell'ex Carcere Borbonico, edificato su progetto dell'architetto Giuliano De Fazio negli anni che vanno dal 1827 al 1839. e completato dopo l'unità d'Italia.

Il monumento si impianta sulla caratteristica pianta esagonale ed ha il corpo centrale a forma di torre coperta. Da questa torre, definita tolos, si dipartono i corpi di fabbrica a sè stanti che disegnano la figura geometrica stellata di cui sopra. 

La tipologia edilizia dei carceri a panopticon, nei primi decenni dell'Ottocento, si rifaceva alle teorie del celebre filosofo e giurista inglese, Sir Jeremy Bentham.

I bracci dell'esagono che ospitava i detenuti, in pratica, erano ciascuno indipendente dall'altro e convergevano tutti sul corpo centrale. Questo garantiva la visione detta appunto a panopticon, secondo il principio "tutto visibille, tutto sotto controllo".

E' un concetto che, macroscopicamente, riproduce il rapporto "uno a molti" praticato dai nostri software e riproposto nei contenuti mediatici: il potere di uno sguardo, o meglio, di una funzione visiva che si concretizza nella figura di un unico Guardiano-che osserva senza essere osservato.

Da una parte vi è un singolo elemento in grado di osservare i molti altri elementi che costituiscono l'intero sistema, in ogni scansione di tempo. Dall'altra parte, nel front-end, i detenuti sapevano di essere sottoposti al regime della visione centralizzata, erano perfettamente consapevoli di trovarsi sotto la costante osservazione del guardiano ma, per definizione, non conoscevano quando e come ciò avvenisse.

Si tratta, come si vede, di un rapporto volutamente impari, atto a generare la percezione del potere e della sua invisibile, macroscopica presenza.

L'Archivio occupa il padiglione destinato alla sezione femminile dei detenuti, quello posto sul lato destro dell'ingresso principale. Esso fu il primo ad essere costruito, con il piano terra a grandi arcate a tutto sesto e la facciata in mattoni pieni, di colore rossiccio.

La sede, nel 2007, è stata oggetto di numerosi, e a volte complessi, interventi di restauro e di recupero. Ne citiamo uno per tutti: tutto intorno al muro perimetrale dell'edificio, nelle aree sottostanti il cortile, è stato realizzato un grande bunker a due piani che attualmente ospita i locali di deposito.